Scatta ufficialmente la diffida nei confronti di Aeroporti di Roma, Asl e Comune di Fiumicino per l’annosa questione dei gatti randagi che da anni si nascondono nella zona rossa della pista dello scalo aeroportuale. Un problema che, oltre a sollevare preoccupazioni legate al benessere animale, rappresenta un serio rischio per la sicurezza di voli e passeggeri. A presentare la diffida, tramite Pec, sono state quattro tra le più importanti associazioni animaliste italiane: Lav, Enpa, Lega nazionale per la difesa del cane e Avcpp. Da quasi un mese queste realtà chiedono agli enti coinvolti di poter avviare la cattura dei circa ottanta gatti presenti nell’area, per trasferirli in uno spazio già individuato formalmente dal Comune di Fiumicino il 28 febbraio scorso, nei pressi del parco commerciale Da Vinci.
Tuttavia, tutto è ancora bloccato. Le autorizzazioni non arrivano, e nel frattempo, la situazione si aggrava. Una direttiva interna di Adr, firmata il 30 gennaio, vieta espressamente di sfamare o fornire acqua agli animali in tutta la zona rossa e in pista. Secondo le associazioni, questo sta causando una lenta agonia per i gatti, ormai affamati e assetati, con il rischio concreto che si infilino nei motori degli aerei o si muovano tra i mezzi operativi in pista nel disperato tentativo di cercare cibo. Non mancano episodi drammatici: numerosi gatti si nascondono tra le isole ecologiche e sono già stati registrati diversi casi di animali folgorati all’interno dei locali tecnici o investiti dai veicoli di servizio.
Da fine febbraio le associazioni sono pronte con gabbie e personale specializzato. Il piano è chiaro: catturare gli animali e trasferirli in un rifugio temporaneo alle porte di Roma, nell’attesa che l’area comunale venga resa completamente idonea e recintata. Mercoledì scorso si è svolto un nuovo sopralluogo, ma anche in quell’occasione nulla si è sbloccato. Il braccio di ferro tra enti e associazioni continua, e se la diffida non dovesse portare ai risultati sperati, si procederà con una denuncia formale per maltrattamento di animali.
La questione, però, non riguarda solo il benessere dei felini. La sicurezza aeroportuale è fortemente a rischio: emblematico il caso di febbraio, quando un gatto è riuscito a infilarsi nel vano motore di un aereo Ryanair diretto a Malta, bloccando il velivolo a terra per oltre 24 ore.
Adr, dal canto suo, dichiara di essere impegnata per risolvere il problema e, attraverso una nota ufficiale, sottolinea come tutte le iniziative intraprese siano condivise con le istituzioni e meritevoli della massima attenzione. Intanto, cresce la pressione anche sulla Asl e sul Comune di Fiumicino. La vicenda ha ormai assunto un profilo di interesse nazionale: Patrizia Prestipino, Garante per i diritti degli animali del Comune di Roma, ha già annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare e nei prossimi giorni scriverà ad Adr per chiedere almeno l’autorizzazione alle catture.
Il messaggio è chiaro: si tratta di una questione di rispetto per gli animali ma anche di sicurezza pubblica. Un appello condiviso anche dalla Città Metropolitana di Roma, con il delegato all’Ambiente Rocco Ferraro che auspica una soluzione immediata. “Occorre dare alle associazioni la possibilità di procedere subito con le catture per mettere in sicurezza sia i gatti che l’aeroporto”, ha dichiarato.
Nel frattempo, i gatti continuano a nascondersi tra i velivoli e le corsie di servizio, mentre ogni giorno che passa aumenta il rischio che la situazione degeneri in modo irreparabile. Ora la palla passa alle istituzioni, chiamate a dimostrare responsabilità e capacità di intervento di fronte a un problema che non può più essere ignorato.