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#Cronaca

Pochi controlli in un aeroporto romano

foto: Riccardo Piccioli

Sale d’attesa gremite per le partenze d’agosto.

Tanti giovani verso le gettonate, Ibiza, isole marittime ma anche capitali europee. Prendono d’assalto aeromobili e duty free shop passando per negozietti di souvenir che rilasciano bottigliette d’acqua a cifre esorbitanti più del doppio rispetto ad un negozio turistico nel centro di Roma.
Le code sono inevitabili e dall’ingresso all’imbarco al gate, se il check in viene fatto online, nessun controllo sanitario o di documenti salvo al gate per salire sul bus o al finger per l’ultimo passo che porta materialmente sull’aereo.

Insomma, il tanto temuto Green Pass, quello necessario in teoria per avere una facile vita sociale, non sembra essere decollato.

E se il reale controllo manca proprio nel luogo deputato all’ingresso turistico nel nostro bel Paese, ed all’uscita di tanti giovani che torneranno a breve abbronzati e soddisfatti, la situazione appare davvero preoccupante.
Non basterà infatti il digital locator form, in cui un tampone renderà possibile e facile il rientro per la tutela sanitaria attesa per il prossimo autunno. 
Abbiamo verificato in alcuni ristoranti romani ad esempio che basta affermare ‘sì, ho il Green Pass’, senza nella realtà esibire nulla, per poter gustare la propria cena.

Insomma, su queste basi tutto il sistema di emergenza della pandemia sembra saltare. Auguriamoci il meglio per il prossimo autunno.