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#Interviste #Interviste Sport #Sport

Morris Paganotti: un sogno in uno scatto

foto: Morris Paganotti

La fotografia è un ricordo che riesce a contrastare il passare del tempo, uno strumento che rende immortali, è un attimo di tempo che viene catturato e reso indelebile nella memoria. Quello che fanno i fotografi oggi, non è semplicemente catturare la storia, ma è consegnarcela, in modo tale che essa stessa diventi vita, passata, presente, futura. Morris Paganotti è uno dei fotografi che più si sta facendo largo nel panorama romano, laziale e nazionale, e oggi, noi di Roma Sport Spettacolo, vi raccontiamo la sua storia.

Partito a 22 anni da Grumello del Monte, un paesino di Bergamo da poco più di 7000 anime, in dieci anni è riuscito a realizzare il sogno di quando era bambino, fotografare lo sport. Le belle storie, si sa, hanno sempre un punto di partenza, quindi, facciamo un passo indietro. “Fin da quando ero piccolo sono sempre stato appassionato della fotografia in sé. Già alle elementari, quando andavo in gita mi facevo comprare quelle macchinette usa e getta che consumavo puntualmente in un giorno”. Con queste parole Morris accende la macchina del tempo con cui torna ai primissimi scatti fatti con le piccole fotocamere comprate da mamma Chiara.

Cresce in un contesto sereno, senza però respirare fotografia in casa, la sua è una passione che nasce da dentro, un’esigenza del tutto naturale che non ha avuto nessun precursore in famiglia. Il giorno della Cresima, però, arriva un regalo tanto desiderato quanto inaspettato. “La prima macchinetta fotografica mi è stata regalata dai nonni, era una semiprofessionale digitale che per iniziare andava benissimo. I primi scatti sono stati subito a tema sportivo, ne sono sempre stato appassionato e non mi stanco mai di seguirlo, in ogni sua disciplina”.

Passano gli anni e dopo i canonici 5 di superiori, Morris si diploma come grafico pubblicitario, scuola che gli ha permesso di affinare le sue conoscenze con il mondo digitale e fotografico. Il passo successivo è stato forse il più rischioso della vita del ragazzo partito da Grumello di Monte, proprio perché prende la decisione di lasciare il suo paesino natale e di trasferirsi nella bellissima, seppur caotica, Roma. “Non essendoci una vera e propria università della fotografia in Italia, ho dovuto virare su un istituto privato, la Scuola Romana di Fotografia, la migliore scuola in quel momento”. Morris non ha dovuto attendere molto per farsi riconoscere, infatti, nei primi dieci minuti della prima lezione, quando solitamente ci si appresta a fare conoscenza tra professori e allievi, lui, è stato l’unico a dire di voler fare il fotografo sportivo. Mentre tutti volevano diventare fotografi di alta moda o foto reporter, io ero un po’ la voce fuori dal coro, anche perché non avevo neanche dei veri e propri punti di riferimento, se non il grande Giorgio Scala, che ho osservato direttamente sul campo nel proseguo della mia carriera”.

Giorgio Scala non è un nome casuale, ovviamente, è sì uno dei fotografi con il palmares migliore che abbiamo in Italia, ma è soprattutto il fotografo di punta per gli sport acquatici, in particolare per i tuffi, una delle più grandi passioni di Morris Paganotti. Io ho due idoli sportivi in assoluto, Tania Cagnotto e Filippo Magnini. Nella mia carriera sono stato abbastanza fortunato da poterli fotografare entrambi. Magnini durante il 7 Colli, proprio in seguito ad un corso con Giorgio Scala”.Quello con Tania è un amore sportivo che parte da più lontano, nel 2005, quando ancora abitava a Bergamo. Tania io l’adoro, l’ho seguita ovunque, anche perché facevo parte del funclub. Con i soldi del mio primo lavoro ho investito in dell’attrezzatura di qualità migliore Morris fino a quel momento fotografava ancora con la fotocamera regalatagli dai nonni – e in occasione dei campionati italiani di tuffi del 2011, che quell’anno si sarebbero svolti a Bergamo, sono andato porta a porta negli uffici delle redazioni dei giornali locali ad offrirmi come fotografo, ovviamente senza alcuna richiesta di compenso. Fatto sta che Bergamo News ha creduto in me e sono riuscito ad ottenere il pass per gli italiani e fotografare anche Tania. Ho anche incredibilmente venduto la mia prima foto a 2 euro” – afferma ridendo -.

Paganotti ha sempre continuato a seguire molti sport e in parallelo a quelli acquatici ha sviluppato una passione per il volley, derivante principalmente dalle imprese della “Foppapedretti Bergamo”. La consapevolezza di voler partire per Roma si fortifica proprio negli ultimi anni nel bergamasco, i campionati italiani di tuffi e le partite di pallavolo sono un forte stimolo per lui, il segnale che aspettava per prendere la decisione che gli avrebbe cambiato la vita.

Tornando nella capitale, il filo narrativo ci porta agli anni successivi alla Scuola Romana di Fotografia. “Negli anni della Volley Bergamo, ho legato molto con alcune giocatrici e casualmente, una di loro si è trasferita a Roma per giocare in A2 e mi ha invitato a una delle loro partite. Da metà campionato in poi ho iniziato a fare delle foto giusto per tenermi allenato e migliorare e in quel contesto ho conosciuto l’addetto stampa della Roma Volley, Gianluca Scarlata, e Andrea Ceccarelli, un’altra figura importante all’interno della società, che mi hanno proposto di far parte del progetto come fotografo ufficiale per la stagione successiva”.

Gianluca Scarlata è stato forse il primo a credere nel giovane ragazzo di Bergamo con il sogno della fotografia sportiva e non lo ha coinvolto solo nell’universo volley. “Gianluca mi ha proposto di fotografare la Roma Vis Nova pallanuoto e per me è stato motivo di orgoglio, anche se fotografare questi tipi di sport è veramente complicato e rispetto al volley cambia tutto. Tra una cosa e l’altra sono 5 anni che collaboriamo, è il secondo anno di A1 e per me è una continua sfida, sono veramente fiero di portare avanti questo percorso”. La Roma Volley, con cui collabora da ormai 6 stagioni, e la Roma Vis Nova, sono state un vero e proprio trampolino di lancio, perché grazie ai suoi scatti è riuscito ad approdare alla FIPAV Lazio [Comitato Regionale Lazio della federazione italiana Pallavolo n.d.r], alla Federazione Italiana Cricket e quella PallaTamburello. “Grazie a questi progetti mi sto togliendo moltissime soddisfazioni, la FIPAV Lazio mi ha fatto conoscere la realtà delle categorie minori, piena di belle storie e begli scatti. Con la Federazione Italiana PallaTamburello ho vissuto l’incredibile emozione di essere fotografo ufficiale del mondiale e anche con la Federazione Italiana Cricket ho potuto seguire la nazionale in dei contesti internazionali”.

Il mestiere del fotografo lo ha portato a toccare con mano tutti i livelli dello sport, dai professionisti ai dilettanti, passando per gli amatori ed è proprio in questi contesti che ha capito cosa unisce veramente ogni giocatore o giocatrice. “Io collaboro con alcune realtà giovanili, fotografando l’U16 e l’U18. Proprio grazie a questo progetto mi sono reso conto quanto ogni livello abbia un comun denominatore, l’agonismo. Ogni giocatore o giocatrice, mette tutto in campo, senza pensare a quello che li circonda, anche per questo amo fotografare lo sport, perché le emozioni che si vivono sono vere in ogni sfaccettatura”.

Anche se Morris sta trovando sempre più spazio e sempre più motivazioni, il mestiere del fotografo non è comunque un lavoro semplice, soprattutto nel 2025. “Tante persone danno per scontato questo lavoro, è un ruolo che viene sminuito e molti pensano che faccia tutto la macchinetta fotografia, ecco, non è così, dietro ogni scatto c’è sempre una grande preparazione. Io sono fortunato perché amo il mio lavoro, ma è comunque difficile, devi essere sempre concentrato, non puoi far sì che le emozioni esterne interferiscano sullo scatto”.

Paganotti entra in maniera approfondita all’interno di questo concetto. “È difficile sgomberare la mente e focalizzarsi solamente sul match per molte ore consecutive. Alla fine, noi fotografi siamo soli, nel momento degli scatti, della post-produzione, nella scelta della foto, dobbiamo essere sempre sul pezzo e non possiamo lasciarci trasportare dalle emozioni”. Il cuore di un fotografo risiede spesso nei suoi scatti e immortalare un momento piuttosto che un altro fa una differenza incredibile. “La fotografia è come una canzone, è completamente soggettiva. Io sono molto istintivo nella vita e questo lo riporto anche nei miei scatti, cerco sempre di focalizzarmi su determinati soggetti o determinati punti per riuscire a regalare agli spettatori l’emozione di quell’attimo”. “Mi emoziona regalare dei momenti che rimarranno indelebili – ha continuato Morris – c’è una storia dietro ogni scatto. Una delle mie emozioni più grandi è stata la promozione della Roma Volley in A1, volevo regalare la foto dell’ultimo tocco di palla che avrebbe sancito la vittoria del campionato. Io faccio il fotografo per questi momenti e per queste emozioni”.

 A conti fatti ormai sono 11 anni che il giovane fotografo partito da Bergamo cattura gli attimi delle realtà sportive romane e non solo, ma l’obiettivo che si pone ce l’ha ben chiaro dall’inizio. “Il mio primo obiettivo era quello di riuscire a vivere di fotografia e per ora ci sto riuscendo senza aver preso scorciatoie e grazie solo alle mie forze. Ad oggi, paradossalmente, continua ad essere quello, perché adoro questo lavoro e vorrei durasse tutta la vita”. Un famoso cantautore italiano diceva che sono sempre i sogni a dare forma al mondo, beh, quello che aveva Morris da bambino è riuscito a realizzarlo, ma si sa, il cassetto è sempre più ampio ogni volta che lo apriamo. “Devo confessare che in piccola parte sono soddisfatto, ho realizzato quello che desiderava il me bambino e se anche dovessi smettere tra due mesi, io sarei incredibilmente orgoglioso del mio percorso. Se dovessi parlare di sogni, io ovviamente vorrei arrivare alle Olimpiadi, perché amo troppo lo sport e la fotografia sportiva e penso che quello sia veramente il punto d’arrivo o, in un certo senso, di partenza”.

“Spero sinceramente che, oltre a belle foto, io riesca a lasciare qualcosa anche umanamente alle persone con cui collaboro. Vorrei che le foto si ricolleghino anche ai bei momenti passati insieme a me”.

Questa è la storia, le emozioni e la visione di un ragazzo che facendo un salto nel vuoto sta realizzando quello che ha sempre desiderato, a testimoniare quanto la perseveranza e la testardaggine di una persona possano travalicare ogni ostacolo o difficoltà. Morris Paganotti ha creduto in se stesso quando all’inizio non lo faceva nessuno e ora sta realizzando quello che ha desiderato da quando ha iniziato il suo viaggio.