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#Lettere del Direttore

Tra CIO e Coni passando per Andreotti

Il poltronissimo, uomo in blu e collezionista di cariche. Un giovanotto di 82 anni che a gennaio prossimo lascerà la carica effettiva di componente del Comitato Internazionale Olimpico (CIO) fondato da Pierre de Coubertin e continuerà a farne parte molto onorato Tra un anno la stessa sorte toccherà a Mario Pescante. Entrambi, Carraro e Pescante, hanno contribuito a fare del governo del Coni una macchina efficiente, dopo il tragico Ventennio di Benito Mussolini ed Achille Starace che, oltre alle buffonate del salto nel cerchietto di fuoco e il passo da papera, lasciarono il rigurgito di 50 anni esatti fa (7 dicembre 1970) col tentato “golpe Borghese”, anche noto col nome di “golpe dei Forestali” ad opera del repubblichino Julio Borghese, reduce della X mas.

Tant’è che alla valutazione della pericolosità chiesta dal Pm dottor Vitalone quella volpe di Giulio Andreotti in tribunale rispose: “se avessi avuto la capacità di valutarne le potenzialità di quel cosiddetto colpo di Stato l’avrei detto”. A chi? Non si saprà mai più.

Giulio Andreotti

Il 7 dicembre è anche una data che -come definita dal Presidente degli USA Franklin Delano Rooesevelt- resterà segnata dall’infamia per l’attacco Giapponese a Pearl Harbor nel 1941, in cui persero la vita circa 3600 persone, oltre alla semi-distruzione della flotta americana del pacifico.

La baia di Pearl Harbor nell’ottobre del 1941