Dal 1° al 13 aprile 2025, la Sala Umberto di Roma ospita il ritorno in scena di Carlo Buccirosso con Il Vedovo Allegro, commedia agrodolce scritta e diretta dallo stesso Buccirosso, che si conferma ancora una volta maestro nel coniugare ironia, malinconia e riflessione sociale.
Accanto a lui sul palco un cast affiatato composto da Gino Monteleone, Massimo Andrei, Elvira Zingone, Davide Marotta, Donatella De Felice, Stefania De Francesco e Matteo Tugnoli. Le scene sono firmate da Gilda Cerullo e Renato Lori, i costumi da Zaira de Vincentiis, le musiche da Cosimo Lombardi, il disegno luci da Luigi Della Monica e l’aiuto regia è di Fabrizio Miano.
La storia ruota attorno a Cosimo Cannavacciuolo, vedovo ipocondriaco e inquilino del terzo piano di un antico palazzo napoletano, che vive il dopo pandemia tra solitudine, fallimenti economici e ansie crescenti. La perdita dell’amata moglie, portata via dal virus, lo ha lasciato solo in un appartamento ingombro della merce invenduta del suo negozio di antiquariato, minacciato ora anche dal rischio di sfratto per i mancati pagamenti del mutuo.
In questo scenario surreale e tragicomico, Cosimo può contare sull’imprevedibile compagnia di Salvatore, bizzarro custode del palazzo, e dei suoi due figli: Ninuccio, costantemente in conflitto col padre, e Angelina, romantica e ordinatissima. A movimentare la routine quotidiana, anche la presenza di Virginia, giovane trasformista del mondo del teatro e del cinema, che porta una ventata di leggerezza e colore.
Ma il vero tormento del protagonista arriva dai vicini di casa, i coniugi Tomacelli, portatori di un oscuro segreto che grava come un’ombra sull’intero condominio. Disperato, Cosimo si rivolge al dottor De Angelis, ginecologo del quarto piano e corteggiato da Angelina, nella speranza di trovare una via d’uscita da una vita che sembra non offrirgli alcuna possibilità di riscatto.
Tra risate, tensioni e colpi di scena, Il Vedovo Allegro dipinge con ironia e delicatezza una generazione alle prese con le ferite del passato e le difficoltà del presente, mostrando quanto possa essere sottile il confine tra la disperazione e il bisogno di ritrovare speranza.
Un testo brillante e profondamente umano, che nella firma di Buccirosso trova tutta la sua forza. L’appuntamento è alla Sala Umberto, per scoprire se davvero, anche per il vedovo del terzo piano, esista una via d’uscita dal buio. E, chissà, magari anche una seconda possibilità.