Quindici dicembre 2024, stadio Sinigaglia. La Roma, reduce da una convincente vittoria in Europa League contro il Braga, arriva a Como con la possibilità di rilanciare la sua corsa in campionato. Di fronte, un Como che in casa non vinceva da settembre e che ancora non poteva contare sul talento di Diao. Sulla carta, una partita alla portata, ma il campo raccontò un’altra storia: i giallorossi impauriti e spenti, un 2-0 senza appelli, un Claudio Ranieri furioso in conferenza stampa e uno Svilar infuriato con il mondo intero.
Quella sconfitta sembrava il punto più basso della stagione. E invece fu l’inizio della rinascita.
Da quel giorno, la Roma ha cambiato pelle. In campionato, i numeri parlano chiaro: sette vittorie e tre pareggi, una media punti che ha rimesso la squadra in corsa per l’Europa. Le uniche due sconfitte sono arrivate contro AZ Alkmaar in Europa League e contro il Milan in Coppa Italia, ma la squadra ha ritrovato solidità e identità.
E il dato più sorprendente è che questa metamorfosi non è passata attraverso una rivoluzione tecnica o tattica, ma grazie al lavoro mirato di Ranieri su alcuni singoli. Shomurodov e Soulé sono cresciuti esponenzialmente, mentre i senatori come Paredes e Dybala hanno ritrovato la loro centralità nel progetto. Ora tutto ha un senso, il gruppo è compatto e le prestazioni ne risentono positivamente.
Oggi, la squadra è completamente diversa da quella che cadde a Como. Più consapevole, più solida, più concreta. Tuttavia, il percorso non è ancora concluso e i dubbi restano: basterà questa crescita per centrare gli obiettivi stagionali?
Domenica si torna in campo alle 18 con una certezza: non vedremo più la squadra molle e impaurita di Como, quella che lasciò a Ranieri solo rabbia e delusione. La Roma è cambiata, ora deve dimostrare di poter restare in alto.