“…Roma il nostro grande amore, se la segui e canti vincerà…” Sono queste le parole simbolo della partita giocata questa sera in casa del Lecce, un match importante e sudato fino all’ultimo che ha visto poi troncare la squadra di mister Ranieri accompagnato come sempre dai suo caldissimi e incredibili tifosi che hanno mandato sold-out il settore ospiti allo stadio Giardiniero.
Il ritorno a Roma di Ranieri sembra aver riportato l’equilibrio e la serenità all’interno della squadra, non solo a livello di vittorie, punteggio e posto in classifica ma anche tra gli animi degli giocatori: è fondamentale portare anche oggi in campo allo stadio Giardiniero la complicità tra i ragazzi giallorossi, ritrovata qualche mese fa per portare a casa una vittoria essenziale in vista dei prossimi match e della corsa per le coppe europee.
Lo scontro di questa sera in casa del Lecce si apre con una Roma lanciatissima e un Lecce un po’ provato dai colpi subiti nei precedenti match prima dello stop per la nazionale; entrambe le squadre hanno bisogno di punti soprattutto in previsione dei futuri match diretti: la squadra di Ranieri vede previsti, a seguito del Lecce di oggi, importanti match tra cui la Juve in casa domenica prossima, mentre il Lecce dí Giampaolo si prepara ad una sfida insidiosa contro il Venezia di Di Francesco.
L’arbitro fischia l’inizio della partita, la Roma batte per prima e subito si pone sul campo aggressiva e dinamica ma il Lecce non è da meno e porta tanta grinta e tenacia sul prato di casa.
A soli 2 minuti dal fischio d’inizio Saelemaekers guadagna il primo calcio d’angolo della partita per la Roma che però si conclude in un nulla di fatto.
Al 5’ Dovibyk parte aggressivo e cerca la rete ma viene bloccato da uno dei difensori avversari del Lecce che difende la porta e il risultato, ma la Roma continua ad attaccare senza sosta e al 8’ sulla scena arriva Angelino che però a porta vuota si mangia il goal, occasione clamorosa per la Roma che parte dal lancio di Svilar ma Angelino non la sfrutta, il suo tiro termina largo e non porta a casa il goal del vantaggio.
Il gioco si protrae, entrambe le squadre tengono le difese molto alte cercando di difendere il proprio “territorio” e allo stesso tempo di tentando di trovare la rete per il vantaggio.
Al 20’ ci prova Kone che però manca un’azione clamorosa: si prepara bene al tiro all’interno dell’area e calcia rasoterra al centro ma Wladimiro Falcone respinge senza troppi problemi, Il pallone termina in out e la Roma guadagna il calcio d’angolo.
I giallorossi sembrano non riuscire a trovare la luce con un goal ma al 45’ ci riprovano con una sciabolata in area di Angelino ben controllata da Dovbyk che si coordina per il tiro ma un intervento decisivo di un difensore di casa ferma tutto.
L’arbitro concede 1 minuto di recupero prima di fischiare la fine del primo tempo e la squadra di Ranieri non perde l’occasione per attaccare ancora, questa volta tenta il vantaggio Pellegrini al 45’+1 che riceve in area un bel passaggio ma spreca tutto calciando di poco fuori sulla destra.
Si va, così, al riposo sullo 0-0; un match “flipper” con una continua corsa da una porta all’altra alla ricerca del goal tanto desiderato da entrambe le squadre sfidanti ma ancora mai trovato. A sostegno dei giocatori di casa e di quelli giallorosso i cori dei tifosi hanno scaldato l’atmosfera per l’intera durata dei primi 45 minuti di gioco con cori, bandiere, applausi e tanto amore per i colori e la maglia.
Al rientro in campo non vengono effettuati cambi da nessuna delle due parti e i giocatori ripartono ancora più combattivi; la Roma attacca e cerca invano la rete incidendo paure ai giocatori di casa che però non demordono e rispondo colpo su colpo mettendo alla prova Svilar che, però, resiste e para i palloni in maniera impeccabile.
Al 68’ la Roma sembra aver finalmente svoltato il match grazie a Mancini che manda la palla in porta, ma la sua posizione viene giudicata dal VAR fuorigioco e il goal viene quindi annullato. I giallorossi non si abbattono nonostante il goal svanito e continuano la loro lotta per portare a casa i tre punti e finalmente all’81′ Dovbyk sblocca definitivamente la partita e il punteggio. segnando il suo undicesimo goal in campionato e svoltando l’andamento del match per la settima volta in campionato. Un goal che non solo scarica tutta la tensione che Dovbyk portava con sé già da prima del match ma che manda in visibilio l’intero settore ospiti pieno di tifosi giallorossi che festeggiano insieme sugli spalti tra grida di gioia e abbracci, un sostegno mai cessato durante l’intero corso della partita, molto vivo anche il tifo di casa.
L’arbitro fischia e la partita termina con la Roma in campo esultante per la vittoria appena conquistata, una vittoria che, come già menzionato, è alquanto significativa in prospettiva delle partite future e che porta la Roma a scavalcare la Lazio in classifica posizionandosi così al 6’ posto. Il Lecce termina un altro scontro contro la Roma senza portare a casa un risultato positivo, la squadra di casa, infatti, nel corso degli anni e dei match ha sconfitto la Roma solo 2 volte.
Adesso è importante tornare ad allenarsi duramente volgendo la testa già da domani alla partita di domani a 6 aprile in casa giallorossa contro la Juve, una partita dalle grandi tensioni ma di cui questa Roma non teme più.
Claudio Ranieri ai microfoni di sky Sport:
Ci ha creduto fino alla fine?
“Bisogna sempre crederci fino alla fine. Era una partita difficile, però la squadra è entrata in campo molto concentrata. Abbiamo sbagliato due gol facili e poi gli abbiamo dato noi la possibilità di farci gol, perché abbiamo perso una palla sciocca vicino alla nostra area di rigore e poi invece una vicino alla loro area di rigore. Dopo, nel secondo tempo, la partita è stata molto più combattuta, meno geometrica.
Però era importante vincere, e comunque la squadra ha giocato, ha lottato contro un Lecce che sta lottando per non retrocedere e sappiamo quanto sia difficile fare punti soprattutto fuori casa con le squadre che stanno lottando per non retrocedere”.
Il ruolo del centravanti è storicamente in discussione. Dobbiamo imparare a giudicare Artem Dovbyk esclusivamente dal punto di vista realizzativo e non chiedergli troppo altro?
“No, bisogna chiedergli di più proprio per stimolarlo. Lo facciamo tutti i giorni. Il ragazzo approva. Ho chiesto questo tipo di palle, perché lui è bravo quando chiede la palla in profondità e noi non sempre lo serviamo. Per cui ho chiesto a tutta la squadra di dargli la palla e a lui di sapere quando deve andare, perché lui se no va subito in verticale, e andando in verticale va subito in fuorigioco. Per cui ci alleniamo e piano piano capirà. È un ragazzo molto sensibile e questi gol gli fanno bene”.
Complimenti per la vittoria, che è arrivata in maniera diversa dalle altre vittorie e cioè il gol l’avete segnato dal nulla, perché Dovbyk aveva l’uomo addosso ed è riuscito a inventarsi questa rete. Così come dal nulla sono arrivate le altre due grandi occasioni.
“Sì, sapevamo che volevano sempre iniziare il gioco dal portiere, che avrebbero fatto queste triangolazioni. Avevamo visto diversi episodi con squadre che erano molto aggressive e con squadre meno aggressive e io ho detto ai giocatori ‘andiamo quando si va per prendere palla, non li facciamo giocare tranquillamente, finché buttano la palla lunga noi riusciamo a controllarla meglio’. Noi sapevamo che loro erano bravi o nei traversoni, o nei cross, o sulle palle inattive, o appunto in queste transizioni veloci che sono molto bravi”.
Roma 52, Bologna quarto a 56. Ci guardi lassù oppure ancora è presto?
“No, io guardo ai miei ragazzi. No, è presto, e poi io ho detto alla squadra che questa estate non dobbiamo avere recriminazioni. Diamo tutto e poi accetteremo i risultati che saremo in grado di fare sul campo. Questo è quello che voglio: che siano pronti sempre a lottare, a non arrendersi, a lottare su ogni palla, perché tanto adesso mancano otto partite e saranno tutte difficili, al di là del nome dell’avversario. Sono tutte difficili come è stata difficile oggi”.
(Parla Costacurta, talent di Sky Sport) Io ho fatto parte di squadre dove a un certo punto un allenatore ci ha così convinto, ci ha trasmesso conoscenza, entusiasmo, che a un certo punto ci siamo ritrovati a credere di poter vincere lo Scudetto, se non il primo anno, il secondo. Mi sembra una situazione che sta vivendo la Roma adesso.
(Ranieri ride, ndr) “Addirittura lo Scudetto? L’importante è far bene. Speriamo di continuare così, io sarei felicissimo di concludere la mia carriera… “
Tu hai talmente intimorito tutti che nessuno ha il coraggio di tornare su quell’argomento lì (la scelta del prossimo allenatore, ndr). Nessuno è bravo come te.
“Io vi ringrazio, sono entrato dentro negli spogliatoi e ho detto ‘disgraziati, voi mi volete far morire prima’. Meno male che ho fatto tutti i controlli coronari. No, è giusto cambiare”.
Tu cerchi un altro te, un altro Ranieri? Cioè, pensi che il profilo del prossimo uno come te o uno molto diverso da te?
“(Il mister ride, ndr) Spero più giovane”.