Una Francia straripante infligge all’Italia una sconfitta durissima nel terzo turno del Sei Nazioni 2025, imponendosi con un pesantissimo 24-73 allo Stadio Olimpico. Undici mete a tre, uno scarto che rende il risultato tra i più pesanti nella storia della nostra Nazionale nel torneo. Eppure, la partita era cominciata con grande coraggio da parte degli azzurri, capaci di tenere testa alla furia dei Bleus nei primi minuti, grazie alle mete di Menoncello, Brex e Garbisi. Ma la squadra di Fabien Galthié ha poi alzato il ritmo, spazzando via ogni resistenza con il talento di Antoine Dupont e compagni.
Un ko che lascia l’Italia al quinto posto in classifica con 4 punti, davanti solo al Galles (1). In testa, guida l’Irlanda con 14 punti, seguita da Francia (11), Inghilterra (10) e Scozia (6). Il torneo ora si ferma per una settimana prima di riprendere l’8-9 marzo con tre sfide decisive: Irlanda-Francia, Scozia-Galles e Inghilterra-Italia.
La giornata inizia con un momento speciale: lo Stadio Olimpico tributa il giusto omaggio a Sergio Parisse, leggenda del rugby italiano e francese. Ma dopo i saluti, arriva la tempesta.
La Francia parte subito fortissimo, costringendo l’Italia a una difesa disperata. Gli azzurri resistono e, al primo attacco, guadagnano un calcio piazzato da metà campo, che Tommy Allan prova a trasformare senza successo.
I Bleus trovano la prima meta con Leo Barre, ma il TMO rileva un netto passaggio in avanti di Ramos, annullando la marcatura. L’Italia ne approfitta e colpisce subito: Tommaso Menoncello sfrutta al meglio un passaggio corto di Paolo Garbisi, buca la difesa e vola in meta. Allan trasforma e l’Italia passa in vantaggio (7-0 all’11’).
La Francia reagisce immediatamente con Mickael Guillard, che segna dopo una ruck ai 5 metri. Poi, al 22’, il tallonatore Peato Mauvaka firma la seconda meta francese con una poderosa spinta in maul. Passano solo due minuti e Dupont finalizza un’azione in velocità di Bielle-Biarrey, portando i Bleus sul 7-19.
L’Italia, però, non si arrende. Un’azione strepitosa di Ange Capuozzo, con una serpentina che manda in tilt la difesa, crea lo spazio per il bellissimo assist dietro la schiena di Federico Ruzza, che apre la strada a Nacho Brex per la meta. Allan trasforma ancora e gli azzurri tornano in partita (14-19).
Ma la Francia è semplicemente troppo forte: al 31’ Paul Boudehent segna la quarta meta, e prima dell’intervallo Barre sigla la quinta su un geniale assist corto di Dupont. Il primo tempo si chiude con i Bleus avanti 35-17, con un impietoso 5/5 al piede di Ramos.
La ripresa si apre con un’altra meta francese: Gregory Alldritt sfonda al 43’ dopo una touche a 5 metri. Poi, al 50’, arriva la doppietta personale di Bielle-Biarrey, che chiude un’azione spettacolare sulla destra.
Al 55’ è ancora Dupont a lasciare il segno, intercettando un passaggio oltre i 10 metri e volando sotto i pali a una velocità impressionante. La Francia sale a 57-17 e il risultato assume contorni sempre più pesanti.
L’Italia prova a reagire con Paolo Garbisi, che sfrutta un’intuizione del fratello Alessandro per superare Ramos con una finta e schiacciare in meta. Allan trasforma e gli azzurri accorciano (24-57 al 61’).
Ma è solo un’illusione, perché i Bleus continuano a macinare gioco con una classe e una velocità impressionanti. Bielle-Biarrey inventa un calcetto a seguire e offre un assist perfetto a Barre, che firma la sua personale tripletta al 68’.
Nel finale, c’è gloria anche per Attissogbe (77’), che evita due azzurri e schiaccia, e per Pierre-Louis Barassi (80’), che chiude definitivamente i conti con la undicesima meta francese.
Il punteggio finale di 24-73 è un colpo durissimo per l’Italia, che ha mostrato grande coraggio ma è stata travolta da una Francia troppo superiore.
Ora la parola d’ordine sarà quella di riordinare le idee dopo questa pesante sconfitta. Bisogna cancellare in fretta questa delusione e ripartire in vista della dalla prossima sfida contro l’Inghilterra, in programma il 9 marzo a Twickenham.
Coach Gonzalo Quesada dovrà lavorare soprattutto sulla fase difensiva, vero punto debole di questa partita, ma potrà ripartire dai lampi di talento visti in attacco. Capuozzo, Menoncello e Garbisi hanno dimostrato di poter creare pericoli anche contro le big, e questa è la base su cui costruire.
L’Italia c’è, ma la strada per competere con le grandi è ancora lunga.


































